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Consulenza in agricoltura: come agire ed interagire con gli agricoltori

Cumlabor | Novità su prevenzione, problem solving e formazione | Consulenza in agricoltura

 

Agricoltura e edilizia risultano da anni i settori di attività più restii ad accogliere la cultura della sicurezza sul lavoro e della formazione in Italia. Sono anche quelli effettivamente più colpiti insieme all’industria che, però, provvede con più consapevolezza e coscienza all’adempimento della normativa in materia. Queste considerazioni, oltre che da dati statistici ufficiali, provengono dall’esperienza maturata dal nostro team nella consulenza aziendale sulla salute e sicurezza sul lavoro, incentrata in particolar modo proprio sull’agricoltura.

I motivi dell’oggettiva difficoltà da parte del consulente di trasmettere anche soltanto le basi della sicurezza nascono a nostro avviso da alcuni determinati fattori:

  • la maggior parte delle imprese agricole sono imprese a conduzione famigliare, con prevalenza di lavoratori autonomi;
  • le imprese ricorrono spesso a forme di lavoro sommerso, che gli imprenditori agricoli stessi stentano a riconoscere. Ad esempio, si fanno aiutare da persone del vicinato, da famigliari, o adottano il sistema “scambio-aiuto” (senza però tener conto dei requisiti oggettivi e soggettivi);
  • le imprese hanno beneficiato per anni, fino al recente passato, di numerose agevolazioni o addirittura esoneri che hanno contribuito a creare in loro la convinzione che sia un diritto agevolare l’agricoltura rispetto ad altri settori produttivi e che in qualsiasi normativa entri in vigore ci sia un articolo a titolo esonerante che riguardi il loro settore.

Il fattore determinante nell’accadimento di un infortunio in agricoltura per noi è dato dalla percezione del rischio che hanno gli agricoltori e proprio su questo fattore focalizziamo il nostro lavoro quotidiano.

Da cosa emerge la scarsa percezione del rischio nel settore agricoltura?

Emerge, innanzitutto, dal mancato adeguamento delle macchine ai sistemi di sicurezza previsti (roll-bar, cinture di sicurezza, idonee protezioni agli ingranaggi, […]). Soltanto le aziende con un numero di lavoratori elevato o con un’idonea capacità di spesa acquistano macchinari nuovi o adeguano i vecchi perché hanno la possibilità di lavorare con grandi aziende le quali, per il mantenimento della propria qualità interna, richiedono ai collaboratori o contoterzisti determinati requisiti, tra i quali la modernità/regolarità delle macchine utilizzate.

In secondo luogo, affiora dai diversi utilizzi delle macchine, ovvero dal fatto che utilizzano una sola attrezzatura adattandola per diverse lavorazioni, riducendo così la sicurezza propria della macchina e allontanandola dalle caratteristiche di conformità del libretto.

In ultimo luogo, è manifestata dalla partecipazione ai corsi di formazione con il pregiudizio che siano unicamente obblighi formativi e che nessuno possa insegnare loro un mestiere, mentre, al contrario, nei corsi non si parla affatto di professionalità ma di prevenzione e sicurezza.

Pertanto, nonostante l’ostilità con la quale accolgono la cultura della sicurezza e preso atto che è necessario lavorare sulla percezione del rischio, in questi ultimi anni ci siamo mossi a piccoli passi seguendo un percorso di diffusione della cultura della sicurezza nel settore, grazie al sostegno che l’associazione di categoria CIA del nostro territorio (Marche e Abruzzo) ci ha assicurato costantemente.

Abbiamo organizzato dapprima seminari “open” a partecipazione gratuita e successivamente corsi di Formazione Generale secondo l’Accordo Stato Regioni (circa 2500 partecipanti), tramite i quali siamo riusciti a coinvolgere alcuni dei presenti che hanno deciso di iniziare il progetto di adeguamento elaborando un DVR, cercando soluzioni per adeguare o sostituire i macchinari non a norma e iniziando poi a gestire il proprio personale per quanto concerne la formazione e la sorveglianza sanitaria. Questo percorso inverso ci ha permesso di poter dialogare con loro, di entrare nelle loro case, creare empatia e solo in questo modo abbiamo ottenuto il risultato atteso: elevare la loro percezione del rischio a un livello tale che loro stessi comprendono l’importanza di adeguarsi alla normativa e di tutelare la propria azienda e i propri lavoratori da infortuni e malattie professionali.

Con gli altri clienti invece già informati degli adempimenti da svolgere, prima della formazione provvediamo insieme a loro alla redazione del DVR, da cui scaturiscono di seguito tutte le altre attività a corredo.

Naturalmente il numero di aziende che hanno provveduto ad adeguarsi rispetto a quelle incontrate durante i seminari è nettamente minore. Comunque sia, il nostro è un percorso di prevenzione che richiede tempo e nel quale investiamo le nostre migliori risorse umane e aziendali al fine di poter giungere all’obiettivo: soddisfare il desiderio dell’associazione di categoria che ci ha scelto, ovvero poter annoverare tra i suoi associati un numero considerevole di aziende che rispettano gli adempimenti di sicurezza e quindi fornire loro un corretto servizio di tutela.

Nel frattempo stiamo lavorando in contemporanea su altri due progetti:

  • Una proposta di “ringiovanimento” delle aziende agricole, grazie all’aiuto anche dell’ente ispettivo ASL, cercando di comunicare alle stesse la necessità che a condurre legalmente l’azienda agricola siano persone giovani o adulte e non anziani, per una serie di motivi anche e soprattutto legati alla sicurezza.
  • Una serie di corsi di Formazione al corretto utilizzo dei Fitosanitari in relazione all’uscita della normativa che impone ora l’obbligo ad utilizzatori, consulenti e distributori di avere un’adeguata formazione.

 

Redazione UFFICIO TECNICO

Dott.ssa Alessandra Giudici

Tecnico della Prevenzione

Cumlabor Srl