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Incendio Notre-Dame: cause e prevenzione

L’incendio alla cattedrale Notre-Dame di Parigi è avvenuto lo scorso 15 Aprile nel tardo pomeriggio. L’evento ha provocato all’edificio danni significativi, tra cui il crollo della flèche e del tetto e ha causato il ferimento di tre persone: due agenti di polizia e un vigile del fuoco, intervenuti per spegnere le fiamme. Molti sono stati i clienti, amici e conoscenti che ci hanno chiesto un parere tecnico in merito all’evento. E’ necessario a tal proposito fare una doverosa premessa: per poterne parlare con assoluta competenza e chiarezza, avremmo dovuto aver la fortuna (o sfortuna, dipende dai punti di vista) di essere RSPP o consulenti incaricati per la struttura. Pertanto il nostro approfondimento prende spunto dalla normativa in vigore, dalle notizie derivanti da fonti certe e dalle nostre competenze maturate nel corso degli anni come consulenti aziendali per la prevenzione e sicurezza nei luoghi di lavoro.

La prima domanda da porsi è: di chi è la responsabilità e come funziona la normativa in Francia?

Alcune nostre fonti ci confermano che in Francia gli edifici di culto e religiosi sono di proprietà dello stato e in gestione al Comune in cui si trovano. Pertanto notiamo già una prima differenza con il nostro paese, in cui gli edifici di culto sono gestiti generalmente, in termini di manutenzioni ed eventuali restauri, dallo Stato Vaticano e non da quello italiano, e nello specifico dalle diocesi di competenza.

Con il decreto del 25 giugno 1980 in Francia sono state approvate le disposizioni generali del regolamento di sicurezza contro i rischi di incendio e di panico negli edifici aperti al pubblico (ERP= “établissements recevant du public”). Tale tipologia di edifici (ERP) è definita all’articolo R123-2 del “Codice di costruzione e dell’edilizia abitativa”, ovvero, nel diritto francese, il codice che contiene le leggi e i regolamentirelativi alla costruzione, allo sviluppo, all’edilizia sociale. Tale decreto è stato negli anni continuamente aggiornato, fino all’ultima modifica datata 1° luglio 2015. Ricadono in questa categoria un gran numero di attività quali cinema, teatri, negozi (compresi i supermercati), biblioteche, scuole, università, alberghi, ristoranti, ospedali, stazioni ferroviarie, i vari luoghi di culto, e tutta una serie di strutture fisse o temporanee (tende, gonfiabili, ecc.). In Francia la necessità di dotarsi di una regolamentazione per la sicurezza antincendio degli ERP è nata dall’incendio di un grande magazzino, le“Nouvelles Galeries” di Marsiglia, avvenuto il 28ottobre del 1938, nel quale persero la vita 73 persone. Il primo testo del regolamento antincendio vide la luce appena due settimane dopo questo tragico evento, il 12 novembre 1938, seguito da quello su scala nazionale emanato il 7 febbraio 1941. La logica del suddetto decreto francese è simile a quella delle nostre normative: la classificazione dei luoghi aperti al pubblico infatti è basata sulla tipologia di attività e sulla categoria relativa all’affollamento. Simili sono anche le misure di prevenzione e protezione da applicare: resistenza al fuoco dei materiali utilizzati per la costruzione e la decorazione, divieto di deposito di materiali infiammabili, esplosivi o tossici, gestione di tutti gli impianti tecnici (locali tecnici, dispositivi specifici, elettrici, …) che devono essere regolarmente controllati, mantenuti e sottoposti a verifiche tecniche di conformità da parte dei manutentori, divieto di fumo, sistema di allarme adeguato al rischio eventualmente integrato da sistemi di sicurezza antincendio (ISS), illuminazione elettrica di emergenza, locali tecnici isolati, disponibilità di sistemi di rilevazione e di controllo degli incendi (estintori, sprinkler, colonne a secco e a umido, idranti), a seconda del rischio.

In merito alla condizione dei sistemi antincendio presenti a Notre-Dame al momento dell’incendio, riportiamo nel link una denuncia fatta da Il Sole 24 sulla base di uno studio italiano, che rivela “un enorme carico di fuoco nella struttura e l’assenza di un sistema antincendio efficace”. (Notre-Dame: Il Sole 24 ore) Inoltre Benjamin Mouton, responsabile dell’architettura dei sistemi di sicurezza della cattedrale dal 2000 al 2013, ha dichiarato che quando gli fu affidato l’incarico non era mai stata fatta una valutazione dei rischi di incendio. A causa della struttura del tetto fu impossibile installare dei moderni sistemi antincendio e si decise di utilizzare un sistema di sensori di fumo e di allarmi nonché gestire le emergenze attraverso la presenza costante di guardiani.

La seconda domanda è: cosa ha causato l’incendio e come poteva essere evitato?

Per rispondere a questa domanda, dobbiamo inevitabilmente affidarci alle notizie dei quotidiani, i quali parlano di probabile causa elettrica derivante dai lavori di restauro in corso. A questa tesi possiamo aggiungere nuovi ed interessanti dati di un recente studio condotto da istituti di ricerca tedeschi sugli incendi che colpiscono il territorio europeo e sulle relative cause.

Secondo le indagini degli istituti di ricerca teutonici la causa più comune per lo scoppio di incendi è l’energia elettrica, un incendio su 3 è causato dall’elettricità. Purtroppo anche le cause dove l‘uomo è fautore vero e proprio dell’incendio, l’errore umano e l’incendio doloso, rappresentano una bella fetta della torta. Il lavoro a contatto con materiali infiammabili è pericoloso tanto quanto le fiamme libere, a controprova di quanto sia importante dotare le aziende, i siti produttivi e i locali di produzione di una protezione antincendio adeguata. L‘incendio infatti, è una reazione ossidativa (o combustione) non controllata che si sviluppa senza limitazioni nello spazio e nel tempo dando luogo, dove si estende, a calore, fumo, gas e luce.

 

 

In Italia, nonostante il territorio sia meno vasto rispetto ad altre nazioni europee, come ad esempio la stessa Germania, scoppiano ogni anno più di 240.000 incendi. Nonostante il dato sia molto alto in Italia, non è da sottovalutare quello francese, che sembra essere il primo in classifica tra i paesi europei. Tuttavia, un dato positivo per il Belpaese è quello relativo ai decessi, che sono circa 250 ogni anno per una media di circa 0,4 decessi ogni 100.000 abitanti, il dato più basso tra i paesi europei presi in considerazione per la statistica.

 

 

 

Dai dati suddetti ed in base alle competenze in nostro possesso, possiamo affermare che sicuramente la Francia in termini normativi è al passo con il nostro paese e gli altri paesi europei, tuttavia probabilmente trova difficoltà nell’applicazione delle norme e nella riduzione degli eventi che hanno come protagonista il fuoco, così come accade in Italia. Molto probabilmente la causa comune è la particolarità di questi due Paesi, eredi di una lunghissima storia culturale ed artistica, di un patrimonio inestimabile di strutture e gioielli, tanto belli quanto difficili da tutelare, per la difficoltà dell’applicazione di norme moderne su progettazioni con logiche e regole del passato.

 

Redazione UFFICIO TECNICO
Cumlabor Srl

 

 

Bibliografia:

Il Sole 24 ore

Dipartimento dei vigili del fuoco del soccorso pubblico e della difesa civile, direzione centrale per la prevenzione e la sicurezza tecnica

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