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Un vestito su misura per il settore turistico

Cumlabor | Novità su prevenzione, problem solving e formazione | Settore turistico


È nostro piacere pubblicare sul nostro sito, un articolo da noi redatto per il giornale Punto di Vista, voce della Fondazione Assosafe, di cui siamo sede territoriale per le Marche.

 


 

Quando si parla di sicurezza negli alberghi e nelle strutture ricettive generalmente si fa riferimento alla salute e sicurezza degli ospiti, aspetto sul quale gli albergatori sono molto attenti e preparati al fine di assicurare una serena permanenza e anche al fine di tutelarsi in caso di incidenti e/o denunce da parte degli stessi. Tuttavia in questi luoghi di lavoro sono presenti diversi rischi anche per la salute e sicurezza dei lavoratori.

Con l’opportunità che Asso Safe e ADLI offrono ai membri del Network di usufruire dello strumento Punto di Vista, in qualità di sede territoriale delle Marche, di seguito si vuole aprire una finestra sul settore turistico alberghiero, con riferimento alla sicurezza sul lavoro. Per introdurre al meglio il tema è necessario fare una premessa con le caratteristiche essenziali del settore che sono fondamentali al fine di focalizzare la nostra attenzione sulla tutela della salute dei lavoratori.

In Italia si contano più di 157mila strutture ricettive, che offrono circa 4.7 milioni di posti letto, di queste, circa 33 mila sono alberghi (dati ISTAT riferiti all’anno 2013).

Il settore alberghiero offre lavoro ogni anno a diversi milioni di operatori, sia fissi che stagionali, la cui tutela e sicurezza è regolamentata in Italia dalla normativa nazionale (D.Lgs 81/08, DM 10/03/98 e s.m.i.).
I principali operatori sono ristoranti e bar, che danno lavoro a tre quarti dei lavoratori dell’intero settore. Tra gli altri operatori si contano i campeggi, gli ostelli e le mense. In Italia nella stragrande maggioranza dei casi si tratta di piccole imprese, spesso a carattere famigliare, con meno di 10 dipendenti. La forza lavoro è composta principalmente da soggetti giovani, in maggioranza donne ed è forte la presenza di stranieri, di cui il 60% dipendenti in outsourcing (dovuti cioè all’esternalizzazione di alcuni servizi). Le mansioni principalmente ricoperte sono di cameriere ai piani (rigoverno stanze), facchini (non solo valige) e brigata di cucina.  Inoltre, i posti di lavoro tendono a essere stagionali, con orari irregolari, retribuzioni basse e scarse prospettive di carriera.

Altra caratteristica altamente tipicizzante è data dalla varietà di strutture in cui sono racchiuse le attività. Infatti il settore alberghiero come quello extra‐alberghiero viene spesso ospitato, soprattutto in Europa, in una gamma assai variegata di immobili che comprendono anche moltissimi edifici di pregio o inseriti in centri storici consolidati. Non va dimenticato che moltissimi alberghi sono divenuti essi stessi, negli anni, meta turistica in quanto ‘monumenti’. Altre strutture ricettive sono state invece ricavate da immobili di grande valore architettonico. Le caratteristiche strutturali, tipologiche e materiche degli edifici storici e le possibili interferenze fra beni artistici ed inserimento di sistemi fissi di prevenzione e controllo (sicurezza), richiedono un’analisi attenta delle possibili fonti di rischio ed una gestione prudente dell’immobile. In questi casi, infatti, il mantenimento o la ristrutturazione delle attività, prima ancora che dei fabbricati, tende a seguire due diverse strategie, o quella della dismissione totale, dando nuova destinazione d’uso a immobili non più gestibili secondo gli standard minimi di sicurezza o quella dell’integrazione fra la valorizzazione e tutela del patrimonio e la realizzazione di strutture di accoglienza sicure e confortevoli.

Un ulteriore aspetto di particolarità e di interesse in ambito di prevenzione e sicurezza, è quello degli spazi aperti adiacenti alle strutture, sia tenendo conto delle loro dimensioni, caratteristiche tipologiche (parchi, piscine, aree giochi, golf, parcheggi, ecc.), sia della dotazione impiantistica necessaria a mantenerli efficienti, assicurando la massima sicurezza per I lavoratori.

In ragione di quanto anticipato, più ci soffermiamo sull’analisi del settore alberghiero e più risulta evidente l’eterogeneità delle strutture, dei lavoratori e delle mansioni ricoperte.

Considerando che il D.Lgs 81/08, nell’art 28 c.2f, stabilisce esplicitamente che la valutazione dei rischi debba essere effettuata considerando singolarmente le diverse mansioni, noi consulenti della Cumlabor Srl iniziamo l’analisi e la valutazione del rischio di una struttura turistica proprio dai lavoratori, che sono a nostro avviso il cuore pulsante del settore turistico. Senza la loro forza lavoro nessun ospite sarebbe soddisfatto della propria vacanza o permanenza a allo stesso tempo nessuna struttura avrebbe in sé fattori di rischio senza alcun lavoratore al suo interno.
Proviamo allora ad immaginare quanti reparti si contano in un albergo di media grandezza: la reception, il bar, gli addetti ai piani, l’amministrazione e gestione, l’animazione, la cucina, la manutenzione, il facchinaggio, la manutenzione del verde e degli spazi esterni. Tanti reparti quasi quanti ne conta un’industria, per lo più disomogenei fra loro per fattori di rischio: il manutentore è esposto a rischi fisici e meccanici, l’addetto ai piani a rischio chimico e movimentazione manuale dei carichi, lo chef e la brigata di cucina a rischio incendio, ustioni esplosioni, la reception a rischio dovuto ai videoterminali e il portiere di notte a rischio aggressione. Vanno considerati poi i carichi di lavoro spesso elevati, le posture erette e statiche mantenute per periodi prolungati, il contatto con clienti (a volte difficile), i numerosi turni di lavoro nelle ore serali, notturne e nei fine settimana (a discapito dell’equilibrio vita-lavoro dei lavoratori), gli elevati livelli di stress, la monotonia del  lavoro, il rapporto tra colleghi spesso di diverse nazionalità e la precarietà del lavoro dovuto alla tipologia contrattuale per la maggior parte a tempo determinato o a chiamata.

Ai fattori di rischio associati alle mansioni, si aggiungono quelli inerenti la struttura e la sua gestione, quale ad esempio il rischio Legionella, per il quale vi è l’obbligo normativo di stilare un manuale di controllo al fine di gestire il rischio di contrarre la legionellosi da parte del CLIENTE. Tuttavia il rischio si estende anche al personale, non solo per il fatto che lavorano nella struttura ma anche perché nel 50% dei casi, soprattutto i lavoratori stagionali, alloggiano anche nella stessa, usufruendo quindi dei sanitari e delle dotazioni dell’impianto termosanitario.

Proprio da qui, dalla eterogeneità dei fattori da valutare, nasce la complessità della gestione di una struttura alberghiera in termini di sicurezza e prevenzione.
La nostra azienda, con il suo gruppo di professionisti il cui know-how scaturisce da pluriennale esperienza nella gestione della prevenzione e sicurezza nel settore turistico-alberghiero, affronta questo settore con un approccio collaborativo e di assistenza, rivolto innanzitutto alla dirigenza, cercando di ascoltare i fabbisogni e acquisendo informazioni sull’organizzazione generale aziendale, i referenti e l’organigramma. Nella fase immediatamente successiva focalizziamo l’attenzione sul lavoratore, ascoltando le sue esigenze, acquisendo informazioni sulle attività svolte quotidianamente e, se necessario, fornendo le prime indicazioni utili ai fini della prevenzione. È proprio il lavoratore il nostro cruccio e allo stesso tempo la nostra risorsa.

Successivamente pianifichiamo e programmiamo le procedure operative da intraprendere, sia con la dirigenza sia con il personale, facendo emergere le criticità e offrendo soluzioni “vestite su misura” all’azienda, mettendole successivamente in campo, coinvolgendo e formando tutte le figure necessarie.
In questo settore la criticità maggiore, presente in gran parte dei casi, e che ha i maggiori effetti sulla prevenzione è la mancanza di aggregazione del gruppo di lavoro, dovuta alla caratteristica di etereogeneità descritta in precedenza e soprattutto al fatto che l’attività è a carattere stagionale e i lavoratori devono conoscersi e creare empatia nel poco tempo a loro disposizione. Noi come fine ultimo ci prefiggiamo proprio questo, ovvero che l’intera organizzazione aziendale comprenda l’importanza e il valore che ha ai fini prevenzionistici e per la valorizzazione dell’azienda in generale, la creazione di un gruppo di lavoro, il riconoscimento delle figure in esso responsabili e la migliore organizzazione ai fini della sicurezza.

Va detto che non mancano le soddisfazioni, soprattutto quando dopo mesi e a volte anni di lavoro, sedendoci accanto a loro per creare misure di prevenzione e sicurezza personalizzate, ne verifichiamo la reale applicazione e ne assaporiamo i risultati tangibili, in termini di riduzione degli infortuni sul lavoro, contenimento dei costi e miglioramento dell’organizzazione.

 

Dott.ssa Alessandra Giudici
Sede Territoriale MARCHE